domenica 26 agosto —  ore 20:45 — Raccolana di Chiusaforte / Chiesa di San Paolo

Flute String Quartet

Date

La chiesa di San Paolo è stata eretta nel 1856, le campane, prelevate dagli austriaci nel 1917, sono state sostituite nel 1923. Località montana sulle rive del fiume Fella, Chiusaforte fa parte del comprensorio turistico del Tarvisiano. Ebbe fin dall’antichità funzione strategica di controllo sulla strada che risaliva verso nord il Canal del Ferro.
Il nome deriva dalla costruzione di una fortezza, la Chiusa, voluta dal Patriarca di Aquileia nel 1100 circa, con la quale si imponeva il pagamento di un dazio a chi transitava. Punto di partenza per raggiungere la vicina Sella Nevea, primo polo transfrontaliero tra Friuli e Slovenia, località adatta al soggiorno sia estivo che invernale, ideale per attività come escursioni e arrampicate o canoa e windsurf nel vicino lago del Predil.

PARCO AVVENTURA SELLA NEVEA
È un parco divertimenti dove è possibile praticare il “tarzaning” o “treeclimbing”.

EX CASERMA ZUCCHI
Nel fine settimana è possibile vistare mostre permanenti di reperti, fregi e iscrizioni della Grande Guerra e della Guerra Fredda. Info: Ufficio Cultura del Comune di Chiusaforte 0433 52030 int. 29 .
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fotografia di Ulderica Da Pozzo

W. A. Mozart
Quartetto in do magg. K 285 b (Anh. 170)

W. A. Mozart
Quartetto in sol magg. K 285 a

F. J. Haydn
London Trio n. 1 in do magg.

W. A. Mozart
Quartetto in la magg. K 298

W. A. Mozart
Quartetto in re magg. K 285

Classicismo puro nella forma del quartetto. Tradizione vuole che il padre di questa forma sia stato Haydn, di cui si propone qui invece il favoloso Trio londinese, configurato dall’autore come una “Sonata per pianoforte con accompagnamento di violino e violoncello”. È piuttosto in Mozart che si assiste al passaggio del testimone in tema di quartetto da parte del primo, di cui piace ricordare la celebre frase che riferì al padre Leopold: “Vi dico innanzi a Dio […] che vostro figlio è il più grande compositore ch’io conosca”.
La selezione dei brani del salisburghese in programma non contempla solo gli archi, ma conta della preziosa presenza del flauto, nella ricca produzione mozartiana per organico ristretto con strumento a fiato, composti tutti tra il 1777 e il 1778. Domina nella levità di queste composizioni, la destinazione d’uso, rivolta all’intrattenimento e al piacere in particolare dei “liebhaber”. Questi musicisti non professionisti erano comunque in possesso di particolari abilità musicali, vista la mirabile veste, non senza difficoltà, di queste meravigliose pagine.
Interpreti un quartetto di musicisti italiani, con larga fortuna all’estero come docenti e musicisti in istituti e orchestre di prestigio internazionale come Giuseppe Nova al flauto, Glauco Bertagnin al violino, Marco Nason alla viola e Leonardo Sapere al violoncello.