martedì 14 agosto —  ore 20:45 — Voltois di Ampezzo / Chiesa di San Bartolomeo e San Rocco

Duo Sebastianutto & Mesaglio

Date

Il paesino di Voltois ha origini remote, si pensa addirittura romane e conserva intatte le caratteristiche dell’antico borgo medievale. La struttura abitativa ha mantenuto la classica fisionomia di un tempo, con pregevoli esempi di architettura carnica perfettamente conservata. Si possono ammirare dimore con arcate e ballatoi fioriti tipici di queste zone. Un’atmosfera unica immersa nel silenzio della natura, tra numerose sorgenti e montagne. Per gli appassionati di ciclismo, la strada che porta a Voltois è un ottimo test di salita!

15/08 FESTA DELLA MONTAGNA
Appuntamento imperdibile al Passo Pura, tra i boschi della meravigliosa foresta di Ampezzo. Festeggiamenti con musica, giochi popolari, degustazione di piatti tipici.

PINACOTECA DAVANZO
Ospitata al secondo piano di Palazzo Unfer, la pinacoteca ripercorre le tappe fondamentali della produzione artistica del pittore Marco Tiziano Davanzo.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

J. D. Michat
Shams per saxofono alto e pianoforte

J. Mackey
Concerto per saxofono soprano e pianoforte

La divulgazione del repertorio contemporaneo è una delle prerogative di questo duo composto da giovani e talentuosi musicisti friulani: il sassofonista Alex Sebastianutto e il pianista Sebastiano Mesaglio.
Nelle esperienze comuni di musicisti viaggiatori, in virtù di studi superiori, residenze d’artista e concerti all’estero, il loro incontro si deve al comune interesse di approfondire e condividere nuove correnti musicali da diffondere nel tessuto odierno.
Propongono così un programma di autori viventi, dallo stile assolutamente personale, eclettico, brillante, accomunati dal saper mediare tonalità, modalità e atonia, senza precipitare nell’avanguardismo esasperato: dalla Francia Jean Denis Michat e dall’America John Mackey.
Il primo dedica Shams al compositore Jacques Ibert, accusato di diserzione dal governo di Vichy, per cui fu interdetta l’esecuzione delle sue opere, nella volontà di lanciare un messaggio a favore dell’integrazione tra popoli e culture.
Il secondo s’ispira ai materiali che compongono lo strumento saxofono, da determinare la forma e il nome dei vari movimenti del brano, che nelle parti centrali, tra il Preludio e il Finale, si chiamano Feltro, Metallo e Legno.