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Accademia d’Archi Arrigoni

Cavazzo Carnico - Cesclans
Pieve di Santo Stefano
11 / 08
Domenica 11 Agosto 2019 - Ore 20:45

Orchestra Accademia d’Archi Arrigoni

Domenico Mason direttore

Giulia Della Peruta soprano

 

A.Vivaldi

Concerto per archi e basso continuo in sol minore RV 157

Concerto per archi e basso continuo in la maggiore RV 158

L. Boccherini

Stabat Mater per soprano e orchestra d’archi

 

Il violinista più virtuoso del suo tempo, accanto al violoncellista più brillante della sua epoca. Entrambi prolificissimi e ineguagliati compositori, l'uno del periodo barocco, tanto da aver contribuito sostanzialmente alla definizione del concerto grosso e solistico, l'altro del periodo classico, da figurare nel pantheon degli eletti accanto a Mozart, Haydn e Salieri. Sono Antonio Vivaldi e Luigi Boccherini, qui riuniti in un programma tra sacro e profano, tra musica puramente strumentale e musica vocale con una nota sequenza nata dai versi di Jacopone da Todi. Un concerto che si snoda tra le effervescenti dinamiche di due concerti vivaldiani, tra tonalità minore e maggiore, nell'incedere di tre tempi tra veloce e lento, e nell'alternanza di soli e tutti, e con la spiritualità finanche tragica della prima versione dello Stabat Mater del compositore lucchese, per undici quadri di solennità e mestizia composti per l'infante di Spagna Don Luis. Affermata la compagine protagonista di questo concerto, l’Accademia d’Archi Arrigoni diretta dal musicista e didatta Domenico Mason, con la partecipazione di una giovane e straordinaria interprete friulana di fama sempre più internazionale: il soprano Giulia Della Peruta.

Pieve di Santo Stefano

La presenza umana sul colle di Cesclans è confermata a partire almeno dai primi secoli dell’età romana. Rimane indecifrabile il tipo di insediamento (residenziale, fortifcato, di culto) di cui si sono rinvenute poche ma eloquenti tracce, che potrebbe essersi protratto fino al III secolo d.C.

Eretta su un relitto di tomba monumentale romana risalente al IV-V secolo, la Pieve di Santo Stefano, per come oggi noi la conosciamo, testimonia tracce architettoniche risalenti all’VIII-IX secolo. Si presuppone l’esistenza di una cinta fortificata, su cui si poggiavano strutture residenziali e magazzini.

Nell’Antiquarium sottostante la Pieve, sono raccolti ed esposti rari reperti archeologici esito delle ricerche avvenute durante il restauro della Pieve avvenuto dopo il terremoto.

 

Fotografia di Ulderica Da Pozzo

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