venerdì 03 agosto —  ore 20:45 — Cesclans di Cavazzo / Pieve di Santo Stefano

Accademia d’Archi Arrigoni

Date

La presenza umana sul colle di Cesclans è confermata a partire almeno dai primi secoli dell’età romana. Rimane indecifrabile il tipo di insediamento (residenziale, fortificato, di culto) di cui si sono rinvenute poche ma eloquenti tracce, che potrebbe essersi protratto fino al III secolo d.C. Eretta su un relitto di tomba monumentale romana risalente al IV-V secolo, la Pieve di Santo Stefano, per come oggi noi la conosciamo, testimonia tracce architettoniche risalenti all’VIII-IX secolo. Si presuppone l’esistenza di una cinta fortificata, su cui si poggiavano strutture residenziali e magazzini. Nell’Antiquarium sottostante la Pieve, sono raccolti ed esposti rari reperti archeologici esito delle ricerche avvenute durante il restauro della Pieve avvenuto dopo il terremoto.

LAGO DI CAVAZZO
Lago di origine glaciale, il più grande del Friuli Venezia Giulia. Il nome deriva probabilmente dall’antica vedetta romana Castrum Cabatinum. Ricco di sentieri naturalistici, il territorio è ideale per la pesca, il canottaggio e la vela, la corsa in montagna e lunghe passeggiate.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

A. Vivaldi
Concerto “ripieno” per archi e b. c. RV 114

A. Vivaldi
Concerto X per 4 violini e violoncello obbligati, archi e b. c. RV 580

G. B. Pergolesi
Stabat Mater per soprano, contralto, archi e b. c.

Due icone del Barocco italiano: Antonio Vivaldi e Giovanni Battista Pergolesi.
Autori coevi, innovatori e capaci di riformulare i paradigmi musicali di Rinascimento e Umanesimo verso nuove forme. Vivaldi visse più del doppio rispetto a Pergolesi, scomparso a soli ventisei anni dopo aver concluso il capolavoro che gli è più riconosciuto: lo Stabat Mater.
La sequenza per soli archi e basso continuo, tra le più amate per la carica drammatica e la purissima veste musicale con cui sono rivestiti i versi del dramma di Maria, verrà anticipata da due Concerti del prete rosso, a segnare l’emancipazione della musica strumentale avvenuta nel corso del Settecento.
Grazie a una rivoluzionaria concezione della scrittura, raffinata e complessa, il primo “ripieno” sarà senza solisti mentre il secondo Concerto, tratto dall’Estro Armonico, sarà un chiaro esempio delle trasformazioni che Vivaldi operò all’interno del concerto grosso per contribuire alla nascita del concerto solistico.
Ad eseguire questo avvincente programma italiano, l’Accademia d’Archi Arrigoni formata da giovani talenti e diretta da Domenico Mason, con la partecipazione straordinaria del soprano Giulia Bolcato e del mezzosoprano Valeria Girardello.

Nel 10° anniversario della Dedicazione della Pieve