giovedì 29 giugno —  ore 20:45

Udine / Corte di Palazzo Morpurgo

Una sera sotto Palazzo D’Aronco

Retrovia bellico-musicale alla ricerca del profilo perduto del “Bel Alpino” Italo Balbo

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1 – Pizzo di Ferro
2 – Reduce… quasi d’estrema sinistra!
3 – Fascista… quasi rinascimentale!
4 – Reduce e Fascista… quasi Poeta!
5 – L’intervista impossibile: Noemi, Crocerossina Abbandonata
6 – Un buon taglio netto e redentore al retore di piazza Lionello
7 – Quale soluzione purificatrice per una verità da web?

La Grande Guerra vide Udine quale retrovia naturale del fronte, importante centro di gestione bellica. Tra le vie del centro capitava di incontrare i soldati che cercavano di sviarsi avvicinando le ragazze, facendo a botte, impegnandosi in improvvisati comizi, scontri d’opinione e feroci dispute sul futuro dell’Italia. In questo contesto prese forma la personalità di Italo Balbo, volontario per scelta, finalmente sul fronte nella primavera 1917. Accanto al senso di appartenenza al corpo degli Alpini, Balbo affiancava la passione per gli aerei. A fine ottobre ottenne il trasferimento a Torino per un primo corso di addestramento. La sorte lo tenne lontano dalla disfatta di Caporetto. Richiamato, si batté con coraggio sempre in testa al suo plotone, conquistando diverse medaglie e partecipando alla creazione del mito dell’Italia di Vittorio Veneto. Con lo stesso spirito s’impegnò a Guerra finita quale commissario prefettizio nella risistemazione del territorio in Friuli, vivendo il problema del reinserimento di milioni di reduci nella società. Era conscio delle difficoltà, soprattutto di quelle legate al mantenimento dei valori coltivati in trincea tra amor di Patria e senso del dovere. Nacque così L’Alpino, ancora adesso la principale rivista degli Alpini italiani. A Udine Balbo conobbe l’amore e poi anche sua moglie; da Udine incominciò quel percorso che tra Marcia su Roma, trasvolate oceaniche ed incarichi importanti, lo avrebbe portato ad essere uno dei principali esponenti dell’Italia Fascista, l’unico in grado di contrastare Mussolini quanto a personalità e carisma. Nel loro reportage, chiamati ad offrire profili anche celebri della storia italiana, Pacifici ed i suoi collaboratori ripercorrono le vicende di Balbo tra 1917 e 1919, facendo una fatica enorme nel cercare di isolare tale percorso dal suo futuro fascistissimo. Si può distinguere le fasi della vita di un uomo cercando di evitare giudizi pre-confezionati? Si può dare ancora una possibilità a chi la Storia già condanna?