sabato 01 luglio —  ore 20:45

Forni Avoltri / Sala Cinema

Un Rifugio per Lambertenghi & Romanin

Percorso turistico-musicale per miti, giornalisti & musicisti di montagna

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Il primo documento su cui compare il nome di Forni Avoltri è un atto di donazione del 778 d.C., ma è quasi certo che queste terre erano conosciute sin dalla preistoria, alla luce dei numerosi reperti paleolitici rinvenuti. È anche uno dei comuni più elevati della regione con i suoi 900 m e, tra le vette che lo circondano, domina con la sua altitudine di 2780 m il monte Coglians, la cima più alta della regione.

MUSEO DELLA GRANDE GUERRA Mostra permanente sulla Grande Guerra nell’Alta Val Degano e sul fronte formato dalle cime circostanti: i monti Navagiust, Avanza, Chiadenis ed i passi Volaia e Cacciatore.

MUSEO ETNOGRAFICO CEMÙOT CHI ÉRIN Mostra etnografica che testimonia il desiderio di tramandare alle generazioni future “come eravamo”, ricostruendo piccole tracce della storia e delle genti in questo lembo della Carnia.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

1 – Dialtrik Lambertenghi… ma chi sei?
2 – Memoria Storica… bastano le lapidi e le medaglie?
3 – Internet, Slow Food e Grande Guerra
4 – La Nuova Frontiera tra Bikers & Trekking Bellico
5 – L’intervista impossibile: Tenente Romanin
6 – Mazzini, Patria o Morte, quale futuro ad.posterit@tem.it?

La Zona Carnia fu quel settore del fronte bellico che durante la Grande Guerra ebbe il compito di sostenere la difesa del crinale alpino, una difesa infrangibile da curare e nutrire giorno per giorno per aiutare le armate italiane impegnate a cercare di sfondare e vincere la guerra sul sanguinosissimo fronte dell’Isonzo. Non è un caso che molti luoghi alpini tra rifugi, cime, costoni ed itinerari portino il nome di soldati lì caduti per la Patria, sacrificatisi spesso per mantenere solido quel muro. Accanto a quei nomi, alle lapidi e alle scritte sparse sul territorio, quanto rimane ancora di quelle vicende nella memoria e nel nostro presente? Come la Memoria può difendersi dall’obblio? Aggirandosi tra i reperti e le testimonianze raccolte presso la Mostra Permanente della Grande Guerra di Forni Avoltri, Guerrino Pacifici, Miro Vojnovich, e la loro troupe musicale sono impegnati nell’affrontare questo problema. S’interrogano ad esempio sul perché il Rifugio sul passo Volaja, proprio sopra Forni Avoltri, sia stato intitolato a Lambertenghi & Romanin, due tenenti degli Alpini. Tra il 1915 ed il 1917 sul passo Volaja, attorno allo splendido lago omonimo, meta paradisiaca durante tutta l’estate per indomabili turisti escursionisti, soldati italiani ed austro-ungarici si scannarono sanguinosamente cercando di strapparsi anche pochi metri di roccia, tra dirupi e terreni impervi. Possono due nomi… cioé l’intitolazione di un rifugio a due soldati… essere lo strumento lo strumento giusto per preservare dall’oblio la memoria del sacrificio di tanti che soffrirono in cima a quei monti? Su quel passo alpino il confine, che i due tenenti – almeno così si desume da internet! – diedero la vita per “tenere” saldo oggi è sempre più uno spartiacque dove la natura unisce le anime…