mercoledì 03 agosto 2016 —  ore 20:45 — Zuglio / Pieve di San Pietro

Tra Classico e Romantico

Date

Fondato pochi decenni prima di Cristo lungo la riva destra del torrente Bût, Zuglio, il cui nome in origine era Iulium Carnicum, è un antico centro romano nato molto probabilmente durante il proconsolato di Giulio Cesare (58-49 a.C.). Di mirabile bellezza la Pieve matrice di San Pietro, la cui configurazione gotica attualmente esistente, ad un’unica navata e tre altari, fu voluta nel 1312 dal Patriarca di Aquileia.
Al suo interno troviamo l’ancona lignea di Sant’Antonio Abate, in stile rinascimentale, racchiusa in due incorniciature barocche e attribuita a Gian Domenico Dall’Occhio e la pala dell’altare maggiore di Domenico da Tolmezzo. Il Cristo ligneo del 1550, situato nell’architrave dell’arco principale, misura quasi due metri di altezza ed è opera di bottega nordica. All’esterno, il portico ha subito dei rimaneggiamenti, ma sopravvive la bifora romanica. Il pianoro che si incontra all’inizio della salita, verso la Pieve, ha una storia molto antica, ogni anno, in questo luogo, nella ricorrenza dell’Ascensione, si svolge il rito del “Bacio delle Croci”.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

F. X. Richter Quartetto per archi in Do magg. Op. 5
W. A. Mozart Quintetto in La magg. per clarinetto e quartetto d‘archi K 581
A. Dvorak Quartetto per archi in Fa magg. n. 12 Op. 96

Il quartetto d’archi è alla base della scrittura per grande orchestra sinfonica, è l’elemento centrale, fondante la musica occidentale, una forma per la quale sono stati scritti dei monumenti assoluti della storia musicale. A Luigi Boccherini e Franz Joseph Haydn è stata attribuita la nascita del quartetto d’archi in senso moderno, tanto da diventare grazie a loro e ai loro prosecutori, uno dei generi più in voga della musica da camera.
Il Quintetto è la naturale evoluzione di un ensemble d’archi a dialogo con uno strumento solista, in questo caso il clarinetto, nel celebre quintetto in La maggiore mozartiano. Anticipato da Richter, padre della scuola di Mannheim, e seguito da Dvorak, considerato il più grande musicista boemo, di cui verranno eseguiti i loro quartetti più apprezzati dal pubblico, il salisburghese si pone come spartiacque tra due tendenze compositive indubbiamente diverse, accomunate dal senso dialogico innato della più amata tra le famiglie degli strumenti musicali.

The Apollon Quartet è uno dei più rappresentativi quartetti della scuola quartettistica ceca, figlio di una lunga tradizione iniziata da illustri ensembles come il Vlach, lo Janácek e lo Smetana Quartet. Composto da solisti di chiara fama, l’Apollon Quartet ha vinto importanti concorsi internazionali ed uno tra tutti l’International Ludwig Van Beethoven Competition. Tiene con regolarità numerosi concerti all’estero e ha all’attivo una assai corposa produzione discografica.

Raffaele Bertolini dopo il diploma in clarinetto al Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino, ha proseguito gli studi perfezionandosi con Mariozzi, Ferrando, Pay e Canino per conseguire successivamente il diploma accademico di laurea di II livello in clarinetto presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e nel 2015 un master di primo livello in clarinetto basso. Collabora con numerose orchestre prestigiose italiane ed estere anche in qualità di solista.