venerdì 09 settembre 2016 —  ore 20:45 — Cesclans di Cavazzo / Pieve di Santo Stefano

Requiem in memoriam 1976-2016

Date

La presenza umana sul colle di Cesclans è confermata a partire almeno dai primi secoli dell’età romana. Rimane indecifrabile il tipo di insediamento (residenziale, fortificato, di culto) di cui si sono rinvenute poche ma eloquenti tracce, che potrebbe essersi protratto fino al III secolo d.C. Eretta su un relitto di tomba monumentale romana risalente al IV-V secolo, la Pieve di Santo Stefano, per come oggi noi la conosciamo, testimonia tracce architettoniche risalenti all’VIII-IX secolo. Si presuppone l’esistenza di una cinta fortificata, su cui si poggiavano strutture residenziali e magazzini. Nell’Antiquarium sottostante la Pieve, sono raccolti ed esposti rari reperti archeologici esito delle ricerche avvenute durante il restauro della Pieve avvenuto dopo il terremoto.

LAGO DI CAVAZZO
Lago di origine glaciale, il più grande del Friuli Venezia Giulia. Il nome deriva probabilmente dall’antica vedetta romana Castrum Cabatinum. Ricco di sentieri naturalistici, il territorio è ideale per la pesca, il canottaggio e la vela, la corsa in montagna e lunghe passeggiate.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

W. A. Mozart
Requiem in Re minore K 626
Trascrizione per pianoforte a quattro mani di Carl Czerny

Nato nel 1791, l’anno della morte di Mozart, il precoce pianista Carl Czerny fu allievo di Beethoven, il quale gli fece conoscere per primo l’opera pianistica di Mozart. Fu così che al suo primo concerto pubblico, tenuto a Vienna nel 1800, il futuro didatta e compositore austriaco eseguì tra grandi consensi, il concerto in do minore per pianoforte e orchestra del salisburghese.Un incontro che segnerà profondamente la carriera artistica ed il pensiero musicale di Czerny, tanto che poi ritornerà più volte a visitare Mozart attraverso riduzioni e revisioni di sue opere. Tra le più celebri, indubbiamente il Requiem nella trascrizione per soli, coro e pianoforte a quattro mani. Non una semplice trascrizione per pianoforte, ma una chiara ed autonoma rivisitazione compositiva con molteplici rimandi agli stili musicali dell’epoca: dal sentito raccoglimento di Franz Schubert, alla titanica ampiezza di Ludwig van Beethoven, passando per l’esasperato virtuosismo di Franz Liszt. Carl Czerny, lasciando inalterate le parti corali e solistiche di Mozart e Süssmayr, opera una vera sostituzione dell’orchestra con il pianoforte, assegnando a questo una propria ed autonoma dimensione stilistica.

Eddi De Nadai, chiamato a dirigere la compagine formata dal Coro Polifonico S. Antonio Abate, dalle voci soliste Ilenia Tosatto, Michaela Magoga, Federico Lepre, Eugenio Leggiadri Galliani e dai due pianisti Ferdinando Mussutto e Daniele Russo per l’esecuzione del Requiem mozartiano nella versione di Czerny, è stato maestro collaboratore al Teatro la Fenice di Venezia, al Staatsoper di Hannover, al Verdi di Trieste, al Lirico di Spoleto e al Sociale di Trento. Già direttore ospite al Teatro dell’Opera di Izmir, svolge un’intensa attività collaborando con numerosissime orchestre e importanti solisti come Bruno Canino, Rocco Filippini, Luciana D’Intino, Katia Ricciarelli. Ha diretto un vasto repertorio operistico in Italia e all’estero. Dal 2009 al 2013 è stato primo direttore ospite al Bolshoi Theater di Tashkent. Collaboratore di cantanti di fama internazionale, ha tenuto concerti per prestigiose istituzioni e importanti festival in Europa, in Medio Oriente, negli Stati Uniti, in Sud e Centro America.