venerdì 15 agosto 2008 —  ore 20:45

Raveo / Chiesa di San Floriano

Luce, Acqua Vita

Nei Vangeli di Giovanni

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Il territorio è stato oggetto di insediamenti fin dall’epoca preromana, come hanno dimostrato i recenti scavi archeologici sul Monte Sorantri che hanno evidenziando l’esistenza di un villaggio celtico inserito nel Parco delle Colline Carniche, all’interno del quale si sviluppa una rete di percorsi naturalistici e storici.

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL MONTE CASTELLANO
Si colloca lungo un antico percorso che portava ai luoghi della fienagione in Valide, Luvieis e Pani, luoghi di sosta privilegiata per la preghiera. Il santuario si connotava come luogo di devozione extralocale, in quanto meta di pellegrinaggi per
le vicissitudini miracolose del luogo.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

Il Vangelo di Giovanni, rispetto ai tre sinottici, tende maggiormente ad esprimere il pensiero di Gesù a livello ideale e teologico. Tre sono soprattutto le immagini-chiave che l’autore fa risplendere all’intelligenza e al cuore umano in cerca di verità. Sono le icone della luce, dell’acqua, della vita. Alcune riflessioni sui testi evangelici di Giovanni sono il punto di partenza per le creazioni musicali di Luciano Turato e pittoriche di Anna Sonvilla. Ogni acquarello, contemplabile da parte del pubblico grazie alla proiezione su un grande schermo, è accompagnato dalla recitazione del versetto evangelico cui si ispira e dalla realizzazione musicale, nella forma di breve pezzo organistico o di mottetto per coro misto. Per gli acquarelli della Sonvilla sono individuabili levità e sfumature di linguaggio figurativo tra formale e informale, correlato ad un aspetto mistico. I colori trapassano senza sfumature. Il discorso musicale di Luciano Turato è naturalmente più impegnato e maggiormente sostanziato. L’architettura compositiva richiama echi e spazi di volte romaniche e gotiche, di una sacralità gregoriana emergente a tratti dall’arco melodico. Coro PANARIE di Artegna in oltre vent’anni di maturazione gli iniziali aneliti si sono evoluti in direzione di un sempre maggiore interesse nei confronti di generi musicali “colti”, che l’hanno portato a confrontarsi, spesso in collaborazione con illustri solisti e organici orchestrali, con alcune tra le più significative pagine del repertorio barocco e classico (tra le quali ricordiamo le opere “Dido and Aeneas” di H. Purcell, “Orfeo ed Euridice” di C. W. Gluck, varie composizioni sacre di J. S. Bach, A. Vivaldi, W. A. Mozart, F. J. Haydn), per approdare poi con convinzione al repertorio romantico e a quello contemporaneo (“Chichester Psalms”di L. Bernstein).

PAOLO PARONI già vincitore di alcuni concorsi nazionali di organo, di composizione e di direzione corale, a segnare la sua svolta nella carriera direttoriale e il suo debutto presso i circuiti internazionali è stato il prestigioso podio dell’Orchestra Filarmonica Slovena di Lubiana, cui sono subito seguiti ingaggi con orchestre di livello internazionale quali l’Orchestra Filarmonica di Zagabria, la Sofia Festival Orchestra and Choir, l’orchestra barocca Capella Savaria, l’Orchestra del Festival di Musica Sacra di Budapest, l’Orchestra e Coro della Radiotelevisione Croata di Zagabria, l’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra da Camera Slovenicum di Lubiana, l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Sassari, l’Orchestra da Camera Croata, e molte altre.