1 – Quel funerale 18 anni dopo
2 – Patria & Fascismo, un matrimonio combinato
3 – L’amica di Maria, una vestale del ‘900
4 – Maria, angelo del focolare?
5 – L’intervista impossibile: Rosalia Schiratti Barachino
6 – Three steps per la Metamorfosi della Memoria
7 – Condividere? Il playback l’arma giusta!

Maria Plozner Mentil: donna simbolo delle Portatrici Carniche. Tra i nomi sulle lapidi, e accanto ai resti dei militari raccolti presso l’Ossario della Grande Guerra di Timau, è presente anche lei: una civile. Le cosiddette Portatrici Carniche sono un gruppo di donne che tra il 1915 ed il 1917 tanto “si prodigarono in favore della Patria”. Con abnegazione e disciplina giornalmente s’inerpicavano dal fondovalle con le loro gerle, facendosi carico di quei rifornimenti necessari agli uomini che stavano tenendo tenacemente saldo il fronte bellico sul crinale delle Alpi. Il sacrificio di Maria, uccisa da un cecchino mentre per l’ennesima volta affrontava il suo percorso, fu fortemente esaltato dalla retorica post-bellica entrando in un vortice propagandistico non indifferente. La vicenda di Maria, e delle Portatrici Carniche, stupisce ancora oggi per la mole impressionante di difficoltà e sofferenze, spesso silenziose, che queste donne furono in grado di affrontare.
Maria, per assurdo, fu fortunata: divenne famosa a sua insaputa! E se Guerrino Pacifici e Miro Vojnovich, in una delle loro interviste impossibili avessero l’occasione di dar voce a chi tanto si diede da fare per coltivarne la memoria? Rosalia Schiratti Barachino, una maestra elementare del primo dopoguerra, fu forse la principale creatrice del mito di Maria Plozner Mentil. Contattarla potrebbe essere lo strumento giusto per capire come ciò avvenne. È possibile riformulare la memoria di Maria fuori dalla retorica del Ventennio? Quante altre donne soffrirono rimanendo tuttavia lontane dai fari di Fama e Gloria? Chissà… forse Rosalia… L’amica di Maria… potrebbe darci una risposta…