venerdì 26 agosto 2011 —  ore 20:45

Tolmezzo / Museo Carnico delle arti e tradizioni popolari

“La Rugiada del tempo, i cantori di Cercivento”
“La Rosade dal timp, i cjantôrs di Curçuvint”

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Tolmezzo è il capoluogo storico della Carnia, situato in posizione strategica allo sbocco del canale di S. Pietro nella media valle del fiume Tagliamento. La città appartenne prima ai Patriarchi di Aquileia, si alleò poi con la signoria veneziana diventando infine città italiana nel 1866. È stata proclamata Città Alpina 2017 ed ha un suggestivo centro storico che conserva le tracce dell’impianto urbano quattrocentesco. Delle antiche mura del borgo rimangono ancora palazzi e vie porticate, dal quale si può raggiungere con una passeggiata di mezz’ora la Torre Picotta, situata in posizione dominante la vallata e ultimo baluardo, assieme alla Porta di Sotto, della Tolmezzo fortificata del Medioevo.

MUSEO CARNICO DELLE ARTI POPOLARI
Ospitato nel secentesco Palazzo Campeis espone una ricca collezione di materiale etnografico, artistico ed artigianale raccolto dal senatore Michele Gortani. Il percorso si snoda in 30 sale che ricostruiscono gli ambienti domestici e di lavoro: la cucina, le camere, il tinello, le botteghe del battirame-ottonaio, del tessitore e del falegname.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

Presenta Il Comune di Cercivento
Un film di Christiane Rorato
Produzione Prèlude Media (Parigi)

La prima proiezione nazionale del film documentario si terrà a Cercivento il 18/08/2011 alle 20.30

Al termine della proiezione “L’Onoranda Compagnia dei Cantori della Pieve di San Martino di Cercivento” proporrà alcuni brani del repertorio dell’antico canto liturgico di tradizione orale.

Come tante piccole tessere vanno a comporre un mosaico così questo film documentario dipana la sua trama tra numerosi elementi che s’intrecciano e comunicano tra di loro.
Protagonisti i dodici componenti dell’Onoranda Compagnia dei Cantori del paesino carnico di Cercivento con le loro storie, i loro sentimenti, il singolare patrimonio orale di canti religiosi, il suggestivo mondo delle tradizioni da tramandare…

CHRISTIANE RORATO nata in Francia; il padre, di origine friulana, faceva il minatore nelle miniere di antracite, sulla scia del nonno paterno emigrato, assieme alla moglie, nel 1923 da Rivignano. A 17 anni si trasferisce a Parigi ed inizia una formazione parallela di giornalista ed attrice; diplomata alla scuola superiore di giornalismo, intraprende fin dagli anni 60 la carriera di attrice nei teatri parigini e lavora con i più grandi registi di teatro della Francia. Al suo attivo una decina di lungometraggi e, per la Tv, una ventina di fictions; nel 1998 debutta come regista con “Debout dans ce siècle antracite” un documentario sulle miniere di La Mure. La scoperta delle radici friulane avviene tardi, grazie ai racconti degli ultimi anni di vita del padre. Nel 1980 la lettura del libro di Ginzburg sui Benandanti fu una autentica folgorazione che la portò ad avviare, nella terra dei suoi antenati, una seria indagine sul tema che si concluse con la realizzazione, nel 2003, del documentario “Guerrieri della notte, sulle orme dei Benandanti” che ha partecipato a numerosi festival internazionali ottenendo significativi e prestigiosi riconoscimenti.

I CANTORI DI CERCIVENTO Un luogo comune molto radicato vuole che la musica di tradizione orale sia ormai scomparsa o in via di rapida estinzione. L’Onoranda Compagnia dei Signori Cantori della Pieve di San Martino di Cercivento ci dimostra invece con la sua attività ed il suo repertorio come certe espressioni musicali siano vive ancora oggi. Le sue origini sono di certo antecedenti al 1761, data rilevata dal Libro delle diverse terminazioni dei Signori Cantori, nel quale si fa riferimento ad una riorganizzazione della Cantoria segno questo della preesistenza della stessa.
La posizione geografica isolata di questa comunità e la stabilità della struttura socio-economica hanno favorito il preservarsi di una tradizione fortemente radicata nel costume popolare. I dodici cantori che compongono l’Onoranda Compagnia, benché privi di qualsiasi preparazione musicale, sono i depositari di un ingente patrimonio canoro, appreso per imitazione ed in continuo rinnovamento – caratteristica tipica, questa, della cultura orale.