domenica 15 settembre 2013 —  ore 20:45

Tolmezzo / Duomo di San Martino

Coro del Friuli Venezia Giulia
FVG Mitteleuropa Orchestra
Cristiano Dell’Oste direttore

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La costruzione attuale del duomo di S. Martino di Tolmezzo fu edificata demolendo la chiesa precedente nel 1750, su progetto dell’architetto Domenico Schiavi, e venne consacrata nel 1764.
L’interno del duomo di Tolmezzo è in un’unica grande navata con cappelle laterali e presbiterio sopraelevato. Nel soffitto ci sono tre affreschi attribuiti ad Antonio Schiavi, fratello del progettista. Di Nicola Grassi, invece, un ciclo di pregevoli affreschi databili 1731-32, commissionati da Giacomo Linussio e aventi come soggetti: gli Apostoli, la Madonna, il Salvatore, Sant’Ilario, la Crocifissione. Ulteriori pregevoli manufatti impreziosiscono l’importante luogo sacro.

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fotografia di Ulderica Da Pozzo

L. Cherubini
Requiem in Do Minore
Introito et Kyrie
Graduale
Sequenza
Offertorium
Sanctus
Pie Jesu
Agnus Dei

Il Requiem in do minore di Luigi Cherubini è uno dei capolavori della musica sacra del primo Ottocento eseguito per la prima volta il 21 gennaio 1816 nella chiesa di St. Denis a Parigi. L’opera, commissionata da Luigi XVIII per commemorare la morte del fratello Luigi XVI decapitato oltre vent’anni prima dai rivoluzionari, troverà in seguito vari estimatori illustri. Per tener fede all’intento commemorativo, il compositore toscano sceglie di realizzare un’opera di compostezza solenne e quasi distaccata, accedendo ad atmosfere di oggettività spirituale lontane da ogni seduzione mondana. In quest’ottica si spiega la rinuncia a voci soliste e l’utilizzo del coro a voci miste, diversamente da quanto avviene nel Requiem che Cherubini comporrà nel 1836 (in re minore). La scelta di non includere violini nell’orchestra rappresenta un ulteriore elemento di forte connotazione del racconto musicale. Il Requiem di Cherubini quindi si discosta in modo netto dalla tradizione visto che la tecnica corale viene spogliata di ogni accenno virtuosistico – eccezion fatta per la fuga a tre voci del “Quam olim Abrahae” – e evidenzia una scrittura complessiva di impressionante modernità, caratterizzata dall’alternarsi di momenti di straordinaria dolcezza con parti di vibrante drammaticità. La concentrazione espressiva di quest’opera fece grande impressione sui contemporanei, che considerarono il Requiem cherubiniano un modello esemplare, tanto da meritarsi l’incondizionato apprezzamento, fra gli altri, di Beethoven, Schumann e Berlioz. Luigi Cherubini all’epoca della scrittura del Requiem in do minore era stato nominato da qualche anno “Surintendant de la musique” presso la cappella musicale reale da Luigi XVIII dopo la restaurazione della monarchia in Francia e l’instaurazione di una nuova politica di riconciliazione con il passato e con la Chiesa, dopo il tormentato tempo della Rivoluzione francese. Il medesimo Requiem, dopo la sua prima esecuzione, fu ripetuto nella stessa chiesa per un altro evento luttuoso poco più di 4 anni dopo: l’assassinio di Carlo di Borbone, Duca di Berry ed erede al trono, avvenuto il 13 febbraio 1820. Per l’occasione venne aggiunta anche una Marcia funebre e la conclusione liturgica “In Paradisum deducant te angeli”.

CRISTIANO DELL’OSTE dopo gli studi classici si è trasferito presso il Conservatorio di Parma dove ha conseguito, con lode, il diploma in organo sotto la guida di S. Innocenti, studiando contemporaneamente composizione con A. Mannucci. Negli stessi anni completava gli studi presso la Facoltà di Musicologia all’Università di Pavia. Dal 1992 al 1996 si è trasferito al Mozarteum di Salisburgo dove ha conseguito il primo diploma in clavicembalo con K. Gilbert, direzione di coro con H. Groll e partecipato alle lezioni di musica da camera tenute da N. Harnoncourt. Molti i suoi contributi con articoli su riviste nazionali ed internazionali specializzate nella ricerca musicologica, di cui è un appassionato studioso. Ha tenuto conferenze per alcuni Istituti di Cultura italiani all’estero (Nuova Dehli, Calcutta, Budapest) sul teatro rossiniano e sulla musica antica italiana. Dall’età di 13 anni dirige formazioni corali in Friuli Venezia Giulia. Dal 2001 è direttore artistico e musicale del Coro del Friuli Venezia Giulia. Collabora, come accompagnatore al pianoforte, in molti recitals tenuti da affermati cantanti lirici, fra i quali, la sorella Annamaria Dell’Oste, della quale cura costantemente la preparazione musicale. Nel 2007 è stato premiato al Moret d’Aur.