venerdì 28 agosto 2015 —  ore 20:45 — Moggio Udinese / Centro di Aggregazione "Romano Treu"

Aiar di Tuessin 2.0

Dîs musichis par dîs poetis

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Il centro di Moggio Udinese offre una bella passeggiata dove si possono ammirare ancora esempi di architettura padronale e liberty. Inoltre si trova il caratteristico Borgo Linussio, situato in località Glerie nei pressi del torrente Aupa, che per volontà di Jacopo Linussio da Paularo, dal 1717 divenne sede dell’opificio di famiglia, ridando così vita alla tessitura e filatura a domicilio in Carnia e in Canal del Ferro.
La musica e la melodia da sempre conquistano il cuore dei moggesi, infatti è stata culla del musicista e compositore Vittorio Franz, ma anche di strumentisti e non solo, basti ricordare il Maestro liutaio Mario Tolazzi i cui strumenti vengono suonati presso il Conservatorio J. Tomadini di Udine.

GNOTS A MUEÇ
Da metà luglio ai primi di settembre, le serate moggesi sono caratterizzate da spettacoli di vario genere, concerti di musica classica, rock, film, laboratori didattici, proiezioni e presentazione di testi.

fotografia di Ulderica Da Pozzo

Alessandra Kersevan e Giancarlo Velliscig (tra i fondatori del “Canzoniere di Aiello” e protagonisti di molti progetti per la valorizzazione della lingua friulana in musica) cantano i versi di dieci tra i più grandi poeti friulani (Pier Paolo Pasolini, Nico Naldini, Beno Fignon, Novella Cantarutti, Bepi Mariuz, Elio Bartolini, Amedeo Giacomini, Siro Angeli, Leonardo Zanier e Galliano Zof), su musiche composte da Velliscig arrangiate da Claudio Cojaniz. Il gruppo è composto da alcuni tra i più noti musicisti friulani quali Nevio Zaninotto al sax, Romano Todesco al contrabbasso e alla
fisarmonica, UT Gandhi alla batteria, e lo stesso Cojaniz al pianoforte. Il progetto ebbe una sua prima fase molti anni or sono, costituendo di fatto un’avanguardia per un approccio in chiave jazz, ancorché melodico e particolarmente strutturato in forma di canzone, alla grande poesia friulana; ora esso rivive per rinsaldare un legame culturale tra la massima espressione poetica nella nostra lingua e la musica jazz, linguaggio internazionale per eccellenza.
Il filo che lega i vari testi e il loro percorso ideale verrà delineato da interventi testuali di Fabio Turchini. Un lavoro che porta la lingua friulana in un contesto globale, musicalmente e spiritualmente proiettata in ogni angolo di mondo, così come lo sono stati i friulani nel loro storico migrare.