PACE ALLA GUERRA.
REPORTAGE VIRTUALE STORICO-MUSICALE

…alla ricerca delle interviste impossibili…

“Bisogna intervistare qualcuno!” Attacca Pacifici…
“Facile a dirsi!” Controbatte Vojnovich… “Son morti tutti!”
“È l’unica. O si mette sul video un viso, una storia, un reality, oppure tutti cambieranno canale…”
“Beh! Magari troviamo Cadorna che si sta ancora domandando come mai hanno ceduto a Caporetto!”
“Non scherzare! Questa è roba seria e il capo vuole raggiungere una buona audience…”
“Audience per la Grande Guerra?!”
“Beh… raggiungere almeno un trend sostenibile…”
“Sostenibile?!”
“Ma sì, dai! Tipo quello delle previsioni del tempo…”
“Dimentica! Tra disciplina di ferro, durezza del fronte e stress, a tutti sembrerà di essere sul lavoro. Col telecomando non avranno pietà!”
“Bisogna trovare i Robin-Hood, gli eroi, le eroine, il fantastico del giusto ammutinamento, gli imboscati burloni, la caccia alla memoria nascosta, robe tipo Indiana Jones alla ricerca dell’obice perduto!”
“Impossibile!…”
“Ecco, caro Miro! Questa è la soluzione! L’intervista impossibile! Scovare dei protagonisti ed intervistarli! Bravo!!”
“Seeeh! E cosa gli chiediamo: com’è la Guerra?! Crede nella Pace dei Popoli?! Dai! È ridicolo…”
“Se non chiediamo a loro di raccontarci le cose, chi mai potrà dirci qualcosa di vero? Di accettabile? Di nuovo?!”
“Mmm…”
“Un reportage virtuale: Note di vita bellica in Carnia 1916-1917!”
“Mmm… una prima edizione?…”
“Una serie di spettacoli storico-musicali… sei puntate!”
“Mmm… forse meglio… episodi?”
“Episodi?!”
“Episodi sì! E se lo spettatore medio non riuscisse a seguirli tutti?! Come si fa?!”
“Cosa cambia?”
“Sai com’è… Si stufa presto… E se ne perdesse uno? Non viene più a vedere gli altri?!”
“Va bene! Sei spettacoli storico-musicali indipendenti…”
“Okkey! Pace alla Guerra!… Episodi brevi, però…”
“Io, tu, una telecamera, microfono, qualche ospite (o testimonial che non sa di poterlo essere!),
un’oretta… più o meno… non troppe pause pubblicitarie… Ti va?”
“Okkey…”
“Siglaaa!”