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Grazie al meraviglioso pubblico di Carniarmonie 2016!

Arrivederci al prossimo anno!!!

Sono passati più di venticinque anni, ma Carniarmonie continua ad espandersi e quest’anno travalica addirittura i confini regionali, proseguendo nella sua opera di diffusione e divulgazione della musica classica nelle meravigliose località della Carnia, della Val Canale fino a Sappada.
Una alchimia che nasce sotto le stelle dell’estate montana portando la cultura in luoghi non convenzionali, come le chiese parrocchiali e le Pieve carniche costruite nell’Alto Medioevo.
Il progetto nasce negli anni ’90 quando si intuì che il pubblico andava raggiunto e non solo atteso al chiuso nelle sale teatrali, e quindi si pensò a un festival di musica classica in spazi urbani, montani, nella natura, insomma nei luoghi fino ad allora non deputati all’arte, valorizzando le magiche architetture e gli scorci naturali spesso sconosciuti del nostro territorio montano.
Dal 1991, le 25 edizioni di Carniarmonie, sempre sostenute dalla Regione, si sono susseguite offrendo proposte che sono riuscite ad esprimere quei concetti di alta cultura, coesione e integrazione che solo il linguaggio universale della musica riesce a consegnare a un vasto ed eterogeneo pubblico.
Carniarmonie è riuscito così a creare una vasta rete di offerta culturale qualificata, unendo le numerose amministrazioni comunali, realizzando di fatto antesignanamente il grande progetto che la Regione sta mettendo in campo.

Gianni Torrenti
Assessore Cultura, Sport e Solidarietà
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia


Succede che a volte la cultura sappia osare, abbozzando scenari che precorrono i tempi, disegnando geografie inedite. Anzi, diciamo pure che o la cultura possiede la forza di farsi bussola del nostro divenire, o cultura non è. Carniarmonie in modo eccellente questo fa e nel 25° anniversario resta fedele alla propria vocazione di saper tessere territori, spartiti, persone e luoghi, accogliendo Sappada nel proprio meraviglioso mondo. Quella Sappada che anela a far parte della Regione Friuli Venezia Giulia e che i territori della Carnia da tempo sono pronti ad accogliere.
Nel tempo Carniarmonie ha saputo essere avanguardia e innovazione, diffondendo musica classica laddove non era così scontato che ci fosse, aiutandoci a riscoprire luoghi dell’arte e dell’anima come le Pievi. Oggi, con la consueta maestria, la Fondazione Bon e la direzione artistica di Claudio Mansutti confezionano un programma di spessore, che per oggetti e soggetti che lo strutturano sa pervadere luoghi e persuadere persone dell’incanto proprio della musica dal vivo. Per questo l’Amministrazione comunale di Tolmezzo riveste con orgoglio il ruolo di capofila tra i comuni di Carniarmonie.
Auguriamo al pubblico buon ascolto, buona visione dei nostri luoghi, buon orientamento in ciò che questa cultura meglio sa fare: dirci chi siamo, dove viviamo e dove stiamo andando attraverso la forza delle note di notte.

Francesco Brollo
Sindaco di Tolmezzo


Carniarmonie è diventata una vera e propria isola felice per tutto il territorio montano, un progetto condiviso non solo tra le varie amministrazioni comunali, ma anche dalle aziende locali e soprattutto dalla popolazione che ospita con vera gioia i concerti.
Gli artisti, provenienti da tutto il mondo, ogni anno rimangono stupefatti per la bellezza dei luoghi, l’affluenza, la competenza e il calore del pubblico. Mi sembra giusto quindi, dopo aver raggiunto la cima dei 25 anni, ringraziare alcune persone che hanno ideato con grande lungimiranza questo brand che oggi, ancor più di ieri, funziona e regala soddisfazioni: Bruno Giorgessi all’epoca vero deus ex machina del turismo in Carnia, Renato Quaglia con tutto il CSS di quegli anni, tutti gli amministratori del Comune di Tolmezzo che si sono alternati negli anni (ne cito una per tutti per il suo stimolante entusiasmo, la dott.ssa Raffaella Cargnelutti). Un grazie particolare a Gianpaolo Pati, per me indispensabile con la sua totale disponibilità a risolvere gli immancabili problemi che sempre si verificano quando si vuole creare una vera rete.
Ora Carniarmonie è pronta a spiccare un volo ancor più alto, diventare la base, il volano, il collettore delle molte bellissime attività turistiche ed enogastronomiche, in un contesto di natura e di musica che pochi altri territori possono vantare. La Nona di Beethoven con la sua vocazione rivoluzionaria ed europeista ci aiuterà simbolicamente a raggiungere vette sempre più alte.

Claudio Mansutti
Il Direttore

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Cenni storici sul gugjét

Il gugjét è un oggetto che arriva da lontano, dalla vita quotidiana delle donne carniche di un tempo ormai dimenticato; nacque come un rimedio che gli uomini regalavano alle loro donne e divenne un dono tipico dei fidanzati alle fidanzate, dei mariti alle mogli: le donne carniche, mentre portavano la gerla, erano solite lavorare a maglia, ma il ferro che veniva appoggiato al fianco finiva per ferirle. Da qui nacque l’idea del gugjét, un piccolo oggetto a forma di cuore, inciso a motivi floreali, in ottone o in rame, all’interno del quale veniva appoggiato il ferro e che le donne portavano sempre con sé, appeso al grembiule. Persa la sua funzione, finì prima nei solai e in vecchi bauli, poi relegato al museo come testimonianza delle abitudini di un tempo passato per sempre. A riscoprirlo è stato l’orafo Romano Pellegrina che ha realizzato delle riproduzioni fedeli del gugjét conservato al Museo Carnico, dapprima in argento, poi in metallo, in dimensioni diverse

e per gli usi più disparati, come accessorio, bracciale, pendaglio o portachiavi. In breve tempo gli emigranti e i turisti hanno cominciato a richiederlo come souvenir della Carnia e gli artigiani hanno iniziato a realizzarne delle versioni in legno, in ceramica, riprodotto su ricami, cuscini; in una pasticceria di Tolmezzo si trovano perfino i biscotti a forma di gugjét. Un piccolo cuore che sa di tradizione e che è diventato un prodotto artigianale, ma soprattutto un simbolo identitario, legato al territorio e alla sua storia, che ben racconta le sue radici e che incarna perfettamente lo spirito del popolo carnico. Il gugjét rappresenta il cuore della Carnia tanto che Tolmezzo e la sua amministrazione hanno pensato di farne l’immagine della città, un segno di riconoscimento e di promozione, nato da un antico gesto romantico che in questi tempi ricordi a tutti la sua gente e il suo territorio.